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L’Ultimo Vista – Roberto Vecchioni. “L’ultimo spettacolo” e una delle espressioni ancora alte della canzone d’autore e della arte poetica del Novecento.

| upforit vivere | 2022-01-14

L’Ultimo Vista – Roberto Vecchioni. “L’ultimo spettacolo” e una delle espressioni ancora alte della canzone d’autore e della arte poetica del Novecento.

Perennemente che le paio categorie debbano credersi disgiunte, seguente l’opinione (malauguratamente) familiare e radicata che la motivo d’autore possa desiderare al apogeo allo posizione sociale di “poesia di raggruppamento B”; considerazione cosicche sarebbe l’ora di disapprovare ed vincere affatto, bensi non tentero di farlo in questo momento e allora.

ed nel caso che, sopra un alcuno direzione, sto cominciando verso dirigersi un primo breve appassito sopra quella amministrazione: presentandovi, pura e chiaro, una aria d’autore, cercando (mediante tutti i miei evidentissimi limiti) di dirvi cosicche cos’e, atto c’e internamente, affinche puo insegnarci la energia, riflettere i nostri sentimenti, cambiarci, capirci, sconvolgerci oppure rassicurarci. Appunto maniera una poesia; mediante la stessa energia e onore di una arte poetica, e di qualunque altra abile lineamenti d’arte. Apertamente, una poesia in musica.

“L’ultimo spettacolo” e una poesia di Roberto Vecchioni, contenuta sopra quell’album smisurato giacche e Samarcanda (1977), di cui il 90 % delle persone conosce malauguratamente soltanto la title track. La canzone sgorga prepotentemente dall’interiorita di Roberto mediante seguito ad un evento personale e personale; un commiato, un addio, la perspicace di un affezione. E qui e all’istante ovvio arrestarsi e eleggere una cautela importantissima: la bibliografia nasce dalla energia. La lettere la creano gli uomini, e una fatto viva, da trattare, ha una sua fisicita; non e doppiezza, assurdita, metafisica: ancora l’opera piu fantastica e illusorio e nata dal intelligenza e dal sentimento dell’essere cordiale affinche ha preso in mano la stilografica e ha energico, o sentito il opportunita, di scrivere quelle parole, le quali cosi si portano all’interno i suoi pensieri ed emozioni. Che sono concreti, in quanto vengono dalla cintura. E noi leggiamo poi una versi oppure un fantasticheria, o ascoltiamo una canzone, fine sappiamo cosicche in quel luogo interno c’e un affettuosita ovvero un cruccio oppure una consolazione ovvero una demoralizzazione che possono essere nostri, possono verso volte rivelare precisamente i nostri, appena l’avessimo scritti noi. E questa profonda relazione, indissolubilita entro bibliografia e persona, giacche addensato viene intenzionalmente dimenticata, Vecchioni ce la ricorda nei https://besthookupwebsites.net/it/upforit-review/ versi della sua poesia forse piuttosto famosa, “Luci per San Siro”: “Scrivi Vecchioni, scrivi canzoni, giacche oltre a ne scrivi, con l’aggiunta di sei efficiente e fai dane; molto affinche importa per chi le ascolta qualora lei c’e stata o non c’e stata; e lei chi e?”. Chi ascolta non ci pensa ne, pero lei e. Esiste. Quegli e un affezione denso, non solitario parole scritte contro un modulo e cantate. Bibliografia e vitalita

Bensi torniamo a “L’ultimo spettacolo”. Questa canzone e un concentrato di vitalita: al suo profondo, nello estensione e nel periodo di otto minuti e trenta secondi, c’e l’amore, il tormento crudele dell’addio, la ostentazione del ispirazione e della tradizione, l’antico e il corrente, la normalita, direttamente le grandi domande sulla emancipazione e il caso.

tuttavia non ha idea parlarne astrattamente, individuandone “temi e stilemi” modo per un distante e gretto artigianale scolastico: dato che non l’avete arpione atto, ascoltatela, e ulteriormente immergiamoci sopra essa.

La canzone e precisamente tenuta con paio parti (segnate ed da un perseverante stacco musicale) cosicche potremmo chiarire “parte antica, ovvero del pensiero” e “parte moderna, ovverosia della realta”. La prima dose, quella antica, rappresenta l’immergersi con un mare incommensurabile e macchinoso, esso della formazione, del pensiero. Un distesa sterminata di dubbi, di domande altissime, la ricerca di un idea ovverosia una opinione come impossibili da acquisire. E presente costa e quello della Grecia antica, fine e durante quel mondo, sopra quella civilizzazione in quanto si devono cercare i sensi e le risposte, affinche in quel luogo totale ha avuto principio (e Vecchioni l’ha ribadito or ora, nell’album “Io non appartengo piuttosto” (2013) e nel fantasticheria “Il commerciante di chiarore” (2014)). Simile e la “nave del fenicio” che viene verso acciuffare il primo attore, e per portarlo via “con tutta la bramosia di cantare/ gli uomini, il mondo, e farne poesia”. Con questa barca egli dose da abbandonato, nonostante ci non solo una collaboratrice familiare giacche lui ama: tuttavia lei non dose, lei rimane verso terraferma, vedremo indi motivo. Roberto e dunque obbligato verso staccarsi da lei, e mediante l’occhio glauco la saluta tuttavia per mezzo di l’occhio blu in passato la rimpiange: questa visione bicromatica poetica e amabile, corrente ancora con “Canzone in Sergio”, rappresenta il contrasto interno all’uomo con cio in quanto e corrente, e dubbio ed prossimo (l’occhio celeste) in quanto combattimento mediante l’insieme di tutti i ricordi e rimpianti del trascorso (l’occhio blu).

“E l’albero tremava, e vidi terra/ i Greci, i fuochi e l’infinita guerra”. L’uomo/poeta approda verso puttana, edificio leggendario mediante cui si combatte una contrasto eterna, perche va parecchio di piu lo alterco fra Achei e Troiani narrato nell’Iliade: e la contesa dell’uomo di faccia il fortuna.

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